01 · Sessualità

Introduzione

Non spezzando il silenzio tutto d’un colpo, ma in piccoli passi che sei tu stesso a controllare. Dopo anni di segretezza, dirlo per la prima volta è spesso il momento più difficile. Non devi sovraccaricarti nel farlo. Esiste un percorso che va dallo scriverlo, passando per una conversazione anonima, fino al confidarsi con una persona, e sei tu a stabilire il ritmo.

02 · Sessualità

Perché il silenzio prolungato pesa così tanto

Molti uomini con un feticismo per i piedi o le scarpe nascondono per anni il proprio desiderio. Hanno imparato presto a filtrare questa parte della propria sessualità e a mostrare soltanto ciò che sembra loro innocuo. Con ogni anno che passa, il silenzio diventa più naturale e parlarne più difficile.

Inoltre, la vergogna spesso cresce nel nascondimento. Ciò che non si dice mai acquista sempre più importanza nella mente. Per questo, alcune persone fanno un’esperienza sorprendente quando ne parlano per la prima volta: le parole suonano molto meno gravi di quanto siano state sentite per anni.

03 · Sessualità

Un percorso a tappe

Non devi raccontare subito tutto alla tua compagna o alla tua famiglia. È più utile un percorso a tappe, in cui ogni passo significa un po’ più di apertura:

Non devi percorrere tutte le tappe e non devi seguirle in quest’ordine. L’importante è soltanto che non devi cominciare da quella più difficile.

  • Scrivere. Scrivi solo per te ciò che finora non hai detto a nessuno. Nessuno deve leggerlo. Già il fatto di formularlo crea distanza.
  • Dirlo ad alta voce. Pronuncia la frase una volta ad alta voce quando sei da solo. Sembra banale, ma molte persone si accorgono solo allora di quanta pressione contenga.
  • Parlare in forma anonima. In un forum sotto pseudonimo o al telefono con la TelefonSeelsorge, raggiungibile 24 ore su 24 ai numeri 0800 111 0 111 o 0800 111 0 222.
  • Parlare con un professionista. Un centro di consulenza o una terapia costituisce un contesto protetto in cui puoi parlare senza timore delle conseguenze.
  • Raccontarlo a una persona fidata. Alla tua compagna, a un buon amico o a un’amica di cui sai che riesce a mantenere il silenzio.

04 · Sessualità

Preparare la prima conversazione

Se desideri confidarti con una persona, un po’ di preparazione aiuta. Pensa prima a ciò che vuoi condividere e al perché. Essere onesti non significa raccontare tutto. Spesso basta un’unica frase, per esempio: «Vorrei raccontarti qualcosa che ho tenuto per me a lungo. Non mi è facile.» Dopo puoi continuare a parlare lentamente oppure fare prima una pausa.

Scegli un momento tranquillo, senza pressione di tempo, e un luogo dove non sarete disturbati. E chiedi espressamente che la conversazione resti tra voi.

05 · Sessualità

Mettere in conto i propri sentimenti

Dopo averne parlato per la prima volta, possono succedere molte cose contemporaneamente. Molte persone provano un grande sollievo. Alcune, però, dopo si sentono anche vulnerabili o si pentono per breve tempo del passo fatto. È una reazione normale a qualcosa che hai protetto a lungo. Programma qualcosa di piacevole per dopo: una passeggiata, un incontro, una serata tranquilla.

E non sopravvalutare la prima reazione dell’altra persona. Le persone hanno spesso bisogno di tempo per collocare nuove informazioni. Una prima incertezza non è ancora un rifiuto.

06 · Sessualità

Ciò che ho imparato

Ho sperimentato io stesso quanto l’apertura possa essere liberatoria quando incontra accettazione. Quando nel 1988 conobbi quella che allora era mia moglie, le parlai molto presto del mio feticismo. Reagì con serenità e non dovetti più nascondere nulla. Questa esperienza mi ha segnato.

Non tutti hanno tanta fortuna al primo momento. Nella mia esperienza, però, il peso di solito diventa più leggero non appena il silenzio è stato spezzato una volta. La vergogna non scompare da un giorno all’altro. Ma perde il suo potere non appena non può più crescere nel nascondimento.

07 · Sessualità

Quando la vergogna è troppo grande

Se già il pensiero di una conversazione ti getta nel panico, o se la vergogna determina fortemente la tua vita, la psicoterapia è un buon luogo da cui cominciare. Lì puoi imparare, secondo i tuoi tempi, a parlare di te e a lasciare che la vergogna diminuisca poco alla volta.

Fonti

Fonti

  1. Markus M. Mey: BIN ICH NORMAL? Fuß- und Schuhfetisch verstehen. Erste Edition, meybrands, Berlin 2026. ISBN 9798247074557.
  2. TelefonSeelsorge Deutschland. telefonseelsorge.de

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